Nebrodi, paradiso della natura o risorsa da sperperare?

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 Qualcosa di cui andare davvero fieri.

Piccola sosta al Lago Maulazzo

Piccola sosta al Lago Maulazzo dopo una sudata.

 

Nel magnifico scenario dei rilievi dei monti Nebrodi, ecco qualcosa di veramente prezioso, che fa venire l’acquolina in bocca ai veri amanti degli sports praticati in tutta libertà e a contatto con la natura.

Nulla di meglio, dunque, se non la voglia di approfittare di questo gioiello mozzafiato e istigatore per gli occhi, il cuore e l’anima di chi sa goderne.

Paradiso della natura per un sano godimento riservato a chiunque voglia farne buon uso; non solo a chi riesce ad apprezzare appieno questo scenario incontaminato e, di conseguenza, ad approfittare di cotanta generosità ponendo gli sci ai piedi e dando di polso e bicipiti.

Codesta bellezza si presta benissimo agli occhi di tutti, sportivi e non, a ognuno che sia vocato a nutrire il proprio corpo, e soprattutto lo spirito, tramite anche una semplice passeggiata e approfittando di qualche bella giornata di sole.

A oggi si contano ormai nove anni da quando per la prima volta si sentì parlare di “Progetto neve”, voluto dall’Ente Parco dei Nebrodi per attirare attenzione verso il nostro paradiso della natura, renderlo fruibile nei modi più giusti e a portata di tutti i cittadini il territorio nebroideo.

Tutto questo grazie all’organizzazione di lezioni di sci di fondo e impegnando i propri dipendenti nella preparazione della pista e nel supporto logistico.

Il progetto era rivolto soprattutto ai ragazzi delle elementari e delle medie di qualunque plesso del circondario ne facesse richiesta, ponendo come fine l’apprendimento da parte dei propri studenti di sana educazione sportiva e ambientale.

Da allora molti giovani studenti si sono avvicinati a questo sport, beneficiando delle lezioni e imparando le varie tecniche, e in seguito hanno preso la buona abitudine di continuare a frequentare e praticare attività sportive compatibili con l’ambiente.

Panorami mozzafiato dunque e scenari maestosi a far da cornice a uno spettacolo per sciatori, appassionati di trekking  e semplici fruitori. Lo stesso identico contorno che fa da sceneggiatura dei miei luoghi natii e al palcoscenico in cui io svolgo alcune delle mie mansioni nelle vesti di dipendente del Parco dei Nebrodi.

Non trovo altri termini per definire meglio cotanta bellezza, se non magnificentissima natura. Opera magnificente di natura generosa, un paradiso appunto. Ecco spiegato il motivo per cui io sia innamorato di tutto ciò che mi circonda!

Non ci resta – e parlo a nome di tutti coloro che davvero saprebbero apprezzare un dono così grande – che augurarci di riuscire a godere appieno di questa magnificenza, ma imparando a dosarla con rispetto verso noi stessi e salvandone un po’ per chi verrà dopo.

Solo il subdolo pensiero che possa trattarsi di un’ordinaria regalia, potrebbe indurci a sbarazzarcene. A volte dimentichiamo che si tratta invece di un preziosissimo regalo fattoci dai nostri avi, che hanno saputo mantenere integro questo paradiso, prendendo da esso solo il necessario e nulla più, e che, grazie alla nostra perversa natura, non meriteremmo affatto.

Dovremmo far tesoro dall’esempio di chi ci ha preceduto e imparare il modo migliore per riuscire a trasmetterlo ai posteri, alle generazioni successive della nostra discendenza.

Anzi, nella sua ordinarietà, ci sembra che ci tocchi di diritto, arrogando la pretesa di poterne fare qualunque uso e, grazie alle nostre caratteristiche innate, avendo la vocazione alla distruzione di tutto ciò che è bello e buono.

Ma con quale diritto? Datoci da chi?

Penso: forse perché non ci è costato nessuna fatica? Né denaro e nemmeno sudore?

Pino Campo.

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3 Comments

  • Alfonso

    Reply Reply 6 febbraio 2015

    Bellissimo articolo, complimenti.. la risposta all’ultima domanda è che NESSUNO può avere il diritto di distruggere ciò che DIO ci ha donato.

    NESSUNO

    • Pino

      Reply Reply 6 febbraio 2015

      Grazie Alfonso per i complimenti. E’ giusto comunque che ognuno tragga le proprie conclusioni!

  • Admin

    Reply Reply 6 febbraio 2015

    Scusandomi per la dimenticanza, le foto a corredo di questo articolo sono di Pino Ragusa.

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